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                                                        Albero di Camillo Petrini 1799 (1792) 2          albero_di_Camillo Petrini 1799 (1792).jpgnota: se non usate EXPLORER  

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ALBERO DI ROMILDO PETRINI                               note su Romildo Petrini       note su  Duilio Petrini    note su Amelia Tambelli Caracciolo

Inviato da Diego Meozzi il   5/1/2010           diego@stonepages.com

omissis

“ Da parte mia posso dare un minimo contributo informandola di un ulteriore diramazione di cui probabilmente non ha notizia. In realtà il mio bisnonno Romildo, dopo la morte della prima moglie, ha contratto un secondo matrimonio con Amelia Tambelli Caracciolo. Da questo matrimonio è nato Duilio Petrini, mio nonno, che ha avuto una storia molto particolare e rapporti piuttosto burrascosi soprattutto con la famiglia di origine.

Delle origini di Duilio si sa molto poco - il suo rifiuto di esporre le pubblicazioni di matrimonio a Tolmino (conseguente ad attriti con il parroco locale) obbliga l'allora fidanzata Vera Gaberščik (nata a Tolmino) a sposarsi ad Aosta, avendo come unico testimone della famiglia il fratello di lei Andrej. Vera non incontrerà mai nessun familare del marito e non saprà mai nemmeno la sua vera data di nascita, che si stima essere avvenuta

intorno al 1898 a Casalbordino (CH). Tuttavia nei documenti pubblici la data di nascita potrebbe risultare anteriore di 2 anni (1896). Duilio dichiara di avere due fratellastri - Italo e Attilio - che per la differenza di età chiamava "zii". In realtà si dovrebbe trattare dei cugini. Nomina anche una sorella - Evelina - di cui però non si ha nessuna notizia certa.

Duilio termina il liceo a 16 anni e si iscrive al Politecnico di Milano - facoltà di Ingegneria Elettrotecnica, dove si laurea negli anni '20. Poi partecipa alla Prima Guerra Mondiale come sottotenente sul fronte Orientale e consegue la medaglia di Bronzo e la Croce di Guerra al valore militare. Una delle due medaglie gli viene conferita perché durante un attacco salva la vita al principe Piccolomini che giaceva ferito sul campo, traendolo in salvo.

 Rimanendo nell'esercito, continua a studiare e consegue una seconda laurea in Chimica Pura a Bruxelles (Belgio). Inizialmente di stanza a Tolmino, dove conosce la sua futura moglie Vera, viene quindi trasferito ad Aosta, dove si sposa e ha una prima figlia che però muore a pochi mesi d'età. Si trasferisce poi all'arsenale di Piacenza, dove si occupa della polveriera. Qui nascono le sue due figlie Ljuba e Verena.

 Successivamente si sposta ad Udine, dove nasce sua figlia Graziella, e infine a Trieste, dove nasce la sua ultima figlia Romana. Negli ultimi anni di vita esprime il desiderio di lasciare l'esercito e di aprire una farmacia a Casarsa della Delizia (UD), possibilmente coadiuvato dalla figlia maggiore Ljuba. Non riuscirà però a realizzare questo progetto, poiché alla fine dell'estate del 1934 si ammala di un tumore osseo alla seconda

 vertebra e a causa di una diagnosi tardiva muore nel novembre dello stesso anno. Tra le concause probabili della morte, le ripetute esposizioni all'iprite e ad altre sostanze fortemente tossiche sia durante la guerra, sia durante il servizio presso le polveriere di Piacenza e Trieste.

Per quanto riguarda Romildo, le notizie di cui dispongo sono poche e frammentarie, a causa della già citata e mai totalmente chiarita rottura dei rapporti tra Duilio e il resto della famiglia Petrini. Dai racconti delle figlie di Duilio, pare che Romildo fosse comunque un valente ingegnere e avrebbe realizzato il piano regolatore della città di Pescara all'inizio del XX secolo. Secondo dichiarazioni del figlio Duilio, avrebbe dilapidato

la fortuna sia della prima che della seconda moglie. Fonti attendibili ma non verificate riportano come Romildo possa aver avuto problemi giudiziari, il che potrebbe spiegare il motivo del rifiuto di ogni contatto da parte del figlio Duilio in età adulta. “

omissis
Diego Meozzi

 

 Inviato da Diego Meozzi il  17/01/2010         diego@stonepages.com

Ho anche esteso la biografia di mio nonno ( DUILIO PETRINI ), completandola con alcuni dati che sono riuscito a reperire da documenti ufficiali che ho trovato da mia madre. Qui di seguito la versione aggiornata della biografia di Duilio Petrini:

Termina il liceo a 16 anni e dal 1916 al 1918 partecipa come volontario alla Prima Guerra Mondiale sul fronte Orientale. Ottiene il grado di sottotenente ed è decorato con una medaglia di bronzo al valore militare, con una croce di guerra al valore militare e con una croce al merito di guerra. Una delle medaglie gli viene conferita perché durante

 un attacco salva la vita al principe Piccolomini che giaceva ferito sul campo, traendolo in salvo. Rimanendo nell'esercito, continua a studiare e consegue una prima laurea in Ingegneria Elettrotecnica a Bruxelles (Belgio). Inizialmente di stanza a Tolmino, dove conosce la sua futura moglie Vera Gaberščik, viene quindi trasferito ad Aosta, dove nel 1924

 si sposa e l'anno successivo ha una prima figlia che però muore a pochi mesi d'età. Durante la sua permanenza in Val d'Aosta effettua due anni di pratica presso le Acciaierie Elettriche della Società Nazionale Cogne. Si trasferisce poi all'Arsenale del Regio Esercito di Piacenza, dove presta servizio per 6 anni con mansioni tecniche: per circa un anno è

capo della Sezione Officine Meccaniche; per circa quattro anni è capo della Sezione Alti Esplosivi e Studi; per circa un anno è capo del Reparto Studi ed Esperienze, nonché di quello Servizi Generali e lavorazioni del Laboratorio Caricamento Proiettili. A Piacenza nascono le sue figlie Ljuba e Verena. Successivamente si sposta ad Udine

 e nello stesso anno nasce sua figlia Graziella e consegue una seconda laurea in Chimica Pura presso l'Università di Bologna. Infine chiede ed ottiene il trasferimento a Trieste, in qualità di chimico presso la Direzione di Artiglieria, con il grado di Capitano. Nel capoluogo giuliano nasce la sua ultima figlia, Romana. Negli ultimi anni di vita esprime il

desiderio di lasciare l'esercito e di aprire una farmacia a Casarsa della Delizia, possibilmente coadiuvato dalla figlia maggiore Ljuba. Non riuscirà però a realizzare questo progetto, poiché alla fine dell'estate del 1934 si ammala di un tumore osseo alla seconda vertebra e a causa di una diagnosi tardiva muore nel novembre dello stesso anno.

Tra le concause probabili della morte, le ripetute esposizioni all'iprite e ad altre sostanze fortemente tossiche sia durante la guerra, sia durante il servizio presso le polveriere di Piacenza e Trieste.

 

Accludo anche la copia di due documenti: il primo è la laurea in Ingegneria conseguita da Duilio Petrini ( foto 5)  a Bruxelles, da dove risulterebbe sia la tuttora misteriosa denominazione "Petrini di S.Anzino", sia una teorica data di nascita risalente al 13/11/1894. Come ti avevo scritto, però, la data di nascita reale è molto probabilmente

 successiva (1898?), dato che Duilio aveva falsificato dei documenti per poter essere accettato come volontario nell'Esercito durante la 1a Guerra Mondiale.

Il secondo documento risale al 1923 ed è un necrologio di Giulia Caracciolo di Spinone,( foto 6 ) zia di Duilio Petrini e sorella di Amalia, la seconda moglie di Romildo Petrini. Proprio riguardo a Romido, nel documento vengono riportati i suoi titoli "Nobile, Commendatore, Ingegnere" e anche in questo caso è ripotata la dicitura "Petrini di S.Anzino".

Diego Meozzi scrive 08/03/2010 10.27

Per prima cosa ti confermo al 100% che Berenice, Attilio ed Italo erano figli di primo letto di Romildo, come riporta una lettera scritta da Maria Bartoli, moglie di Italo Petrini, a mia nonna Vera l'8 gennaio 1935. Qui di seguito ti accludo la trascrizione del passo che narra della famiglia Petrini e che vorrei condividere con te:

"... Se le fa piacere le darò notizie della famiglia Petrini. Il povero Duilio era con la Lina figlio del secondo letto del nostro suocero Ing. Romildo morto pochi anni fa a più di 90 anni. La Lina è sposata (Duilio mi diceva che fece un matrimonio infelice, e ciò era per Lui un'altra causa di pena). Con lei convive la povera madre che ha più di 80 anni. I figli del primo letto sono: Berenice, nubile, che è sempre stata sola a Fossacesia
 (prov. di Chieti) mio marito Italo, attualmente impiegato in un'azienda commerciale a Roma e Attilio maggiore dei Carabinieri in pensione, economo dell'Ufficio provinciale di Rieti.
Attilio è uomo di grande saggezza e rettitudine, le molteplici preoccupazioni di una famiglia di 10 figli lo rendono trascurato nello scrivere. Ma quando lo si avvicina si comprende subito la sua grande bontà e nobiltà d'animo. Aldo è il primo dei 10 figi; ha 27 anni. Si vedono spesso a Roma Attilio e Italo. Attilio ha molte aderenze a Roma e nel Ministero della Guerra. ..."

Per tua conoscenza, troverai copia della lettera originale acclusa in formato pdf a questo messaggio.

Dato che il nome Deila (Deilda) non viene menzionato da Maria né viene ricordato da mia madre e le mie zie, e se come credo le tue fonti sono attendibili, ritengo che l'unica spiegazione possa essere una sua morte precoce, comunque anteriore al 1892, data stimata di nascita del mio bisnonno Duilio.

Inoltre possiamo stimare che la morte di Romildo (vedi cit. di Maria Bartoli) sia avvenuta nel 1933 o nel 1934.

Lina è il diminutivo di Evelina, che ritengo sia la prima figlia avuta da Romildo con la sua seconda moglie Amelia Tambelli Caracciolo, ma di cui non ho alcun dato, se non svariate citazioni in lettere e ricordi di famiglia. Da quello che so, a metà degli anni '30 Lina e la madre Amelia risiedevano a Pollutri (CH) e don Massimo Prenassi, il prete che diede l'estrema unzione a mio nonno Duilio, era convinto che la madre 
non resse alla notizia della scomparsa del figlio. Da una lettera ricevuta da Vera il 15/3/1936: "... Io ho avuto l'incarico doloroso di darne la partecipazione alla sua vecchia madre perché sapeva che avrei potuto farlo con quella delicatezza che si richiede in questi casi strazianti. La povera sua mamma mi rispose con accenti di immenso dolore. Mi scrisse poi una seconda volta ma con una mano così tremante e con parole 
così accorate che temo non sia più in questo mondo. Il dolore certo le ha schiantata la sua debole fibra e l'ha riunita a suo figlio. ..."

Dalle fonti in mio possesso - e che sto lentamente analizzando e catalogando - sono riuscito ad ottenere questi dati aggiuntivi:

Italo Petrini e Maria Bartoli si trasferirono a Brescia poco dopo il matrimonio. Maria Bartoli era di origini probabilmente abruzzesi (Pescara?) e aveva almeno due sorelle, una stabilitasi a Pescara e l'altra a Pesaro. Italo e Maria ebbero due figli: il primo (nome sconosciuto) morì a causa dell'influenza spagnola, moto probabilmente nel 1918. Il secondo, di nome Arnaldo, nacque nel 1909 e si congedò dalla leva con
 il grado di sottotenente di complemento. Originariamente impiegato nel Consiglio Provinciale dell'Economia a Brescia, si iscrisse ai battaglioni della Milizia fascista, partecipò alla guerra d'Africa nel 1937 e morì tra il 1941 e il 1943 durante il secondo conflitto mondiale, probabilmente in Grecia o in Albania.

Mio nonno Duilio nel 1912 trascorse circa un anno assieme alla famiglia di Maria e Italo Petrini a Brescia, forse per studiare. Nel dopoguerra (Prima Guerra Mondiale), Italo Petrini "...ebbe forti perdite finanziarie, la sua posizione da brillante che era si fece più che modesta." "... tentò di collocarsi a Milano, non ci riuscì, tornò a Brescia". La moglie Maria allora utilizzò il suo diploma di maestra e ne 1925
 cominciò ad insegnare in un istituto privato (riformatorio maschile) sempre a Brescia. Italo trovò un lavoro "nel commercio" e si trasferì a Roma, lasciando moglie e figlio a Brescia. Maria e Arnaldo non poterono raggiungerlo a Roma poiche "... il suo lavoro non dà affidamento per una famiglia". Nel 1935 l'indirizzo di residenza di Arnaldo Petrini e Maria Bartoli Petrini era via di Porta Pila 13, Brescia.

Non ho ulteriori notizie di Italo, ma so per certo che la moglie Maria nel 1950 abitava a Roma, dove presumibilmente si era trasferita dopo la morte del figlio e la fine della guerra. Le ultime notizie di Maria Bartoli Petrini risalgono a metà degli anni '50, quando sempre a Roma ricevette mia mamma Graziella e mia zia Verena, prima della loro partenza per un impiego come maestre in Sardegna.

Per quanto riguarda l'altro fratello Attilio, dopo il suo matrimonio (non ho dati) si trasferì a Rieti, dove crebbe 10 figli di cui però ho il nome del solo primogenito Aldo. A Rieti e dintorni risiedono almeno una ventina di Petrini - ho alcuni contatti nella zona che forse potrebbero fornirmi ulteriori notizie sui Petrini reatini. Ti terrò aggiornato!